Ipermobilità articolare e dolore nel Lipedema

Introduzione

Il lipedema è una malattia del tessuto connettivo lasso caratterizzata da dolore, alterazioni fasciali e disfunzioni biomeccaniche. Nei disturbi da ipermobilità l’instabilità articolare genera microtraumi ripetuti, sovraccarico miofasciale e incremento dell’input nocicettivo, favorendo la sensibilizzazione centrale. Tale meccanismo potrebbe contribuire alla sintomatologia dolorosa anche nel lipedema.

 

Obiettivo

Valutare la presenza di ipermobilità articolare in pazienti con lipedema e la sua associazione con il dolore muscoloscheletrico.

 

Metodi

Studio pilota su 15 pazienti con lipedema in cui sono stati rilevati valgismo e iperestensione del ginocchio, extrarotazione di spalla e dolore muscoloscheletrico. È stato inoltre effettuato un confronto con valori normativi della popolazione generale. Risultati: Il valgismo medio (21°) supera i valori fisiologici femminili (7-13°). L’iperestensione media (14°) oltrepassa il li- mite fisiologico di 10°, mentre l’extrarotazione della spalla (126°) supera il valore normativo di ~90°. Il 93% riferisce dolore muscoloscheletrico. Il pattern complessivo è coerente con un fenotipo ipermobile.

 

Conclusioni

L’ipermobilità articolare risulta frequente nel lipedema e può contribuire al dolore attraverso instabilità articolare e sensibilizzazione centrale. Sebbene limitato dal piccolo campione, questo studio rappresenta un primo passo verso indagini più ampie e pone il razionale sulla valuta- zione muscolo-scheletrica nel management del trattamento del lipedema.

 

Introduzione

Il lipedema è una malattia cronica progressiva del tessuto connettivo caratterizzata da un aumento simmetrico ma non proporzionato del tessuto adiposo (colpisce prevalentemente gli arti senza coinvolgere le estremità), dolore, fragilità capillare e alterazioni della matrice extracellulare (ECM) [1-3]. Le Linee Guida S2k (2024) e lo Standard of Care statunitense (2021) classificano il lipedema come una ‘loose connective tissue disease’, evidenziando alterazioni dell’ECM, fibrosi e disfunzione fasciale [1,2]. La letteratura italiana (Patton et al., 2024) conferma un’elevata prevalenza di dolore e compromissione funzionale nelle pazienti con lipedema [4], mentre la review di Stecco et al. (2025) evidenzia come nei disturbi connettivali da ipermobilità la fascia presenti ispessimento, alterazioni ECM e ridotta scorrevolezza interfasciale, contribuendo a microtraumi e dolore cronico [5-6].

Un elemento centrale nella fisiopatologia del dolore in soggetti ipermobili è l’instabilità articolare. Secondo Castori et al. (2013), l’instabilità comporta sovraccarico miofasciale, deficit propriocettivo e un aumento del carico tensivo su muscoli e fascia, con conseguente iperattivazione nocicettiva.

Questo meccanismo, mantenuto nel tempo, favorisce l’attivazione delle vie spinali, contribuendo alla cronicizzazione del dolore [7]. Di Stefano et al. (2016) descrivono inoltre come nei soggetti ipermobili il sistema nervoso centrale sia esposto a un flusso nocicettivo aumentato derivante da instabilità multipla e microtraumi ripetuti, portando alla cosiddetta sensibilizzazione centrale: una condizione in cui i circuiti del dolore diventano più reattivi e amplificano gli stimoli, generando dolore diffuso, non proporzionale e resistente ai trattamenti tradizionali [8-9]. Nel lipedema, dove coesistono alterazioni fasciali, lassità e sovraccarico, questo modello trova particolare coerenza. Il presente studio pilota si propone di valutare la presenza di ipermobilità articolare in un campione di pazienti con lipedema e di analizzarne la relazione con il dolore muscoloscheletrico.

 

Metodi

Quindici pazienti con lipedema stadio 1–3 sono state valutate per: valgismo del ginocchio, iperestensione del ginocchio, extrarotazione della spalla e dolore muscoloscheletrico. L’analisi è stata descrittiva e basata sui modelli fisiopatologici documentati in letteratura.

 

Risultati e discussione

La tabella 1 riporta i dati relativi alla popolazione studiata: i risultati del presente studio indicano una elevata prevalenza di ipermobilità articolare nelle pazienti con lipedema. Questo dato è coerente con la natura connettivale della malattia e con le alterazioni fasciali descritte da Stecco et al. [6]. Il sovraccarico miofasciale associato all’instabilità articolare spiega parte della sintomatologia dolorosa, come indicato da Castori et al. [7,10] e supporta il modello della sensibilizzazione centrale riportato da Di Stefano et al. [8]. Il confronto con i valori normativi della popolazione generale rafforza l’interpretazione dei dati: il valgismo medio (21°) supera ampiamente il range fisiologico femminile di 7–13° [11]; l’iperestensione media del ginocchio (14°) oltrepassa il limite fisiologico di 10°, indicativo di recurvatum [12]; l’extrarotazione della spalla (126°) supera il valore normativo di circa 90° [13]. Tali valori sono coerenti con un fenotipo ipermobile secondo i criteri internazio- nali 2017 dell’Ehlers-Danlos Society [14]. Il campione ridotto (n=15) rappresenta un limite importante, ma fornisce una prima immagine chiara e coerente del ruolo dell’ipermobilità nel lipedema, ponendo le basi per studi futuri più ampi.

 

Conclusioni

I dati indicano che l’ipermobilità articolare è altamente prevalente nel lipedema e contribuisce alla genesi del dolore attraverso instabilità strutturale, sovraccarico miofasciale e sensibilizzazione centrale. Sebbene il campione sia ridotto, questo studio pilota offre un’evidenza preliminare utile per sviluppare ricerche su scala più ampia e per integrare la valutazione dell’ipermobilità nella pratica clinica.

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